Va praticato il giusto mix tra i due, in relazione agli obiettivi da raggiungere. In AFC Fermo tra questi due metodi di insegnamento, che in qualche modo rappresentano lo stile di conduzione e la strategia nella gestione del gruppo, privilegiamo il metodo induttivo. Questo permette ai ragazzi di ricercare la soluzione del compito in maniera autonoma attraverso la libera esplorazione. Tuttavia offre alcuni svantaggi come ad esempio la richiesta di tempi molto più lunghi per gli apprendimenti. E’ anche per questo che in AFC ricorriamo ai metodi deduttivi (ad esempio nelle esercitazioni di tecnica analitica o di trattamento della palla) che permettono correzioni più mirate e migliorano l’ordine con cui viene svolta l’attività, che sono due importanti vincoli da rispettare per un allenamento efficace di tali caratteristiche.

Le “fasi sensibili” sono periodi di sviluppo, limitati nel tempo, in cui esiste una “allenabilità” molto favorevole verso una specifica qualità motoria.
Gli stimoli dati all’interno del periodo sensibile, ottengono la massima risposta nell’individuo; gli stessi stimoli, forniti invece al di fuori della “fase sensibile” producono una risposta parziale. Per questo motivo le esercitazioni all’interno delle sedute di allenamento devono rispettare il più possibile le predisposizioni ad apprendere. Grazie alla teoria delle “fasi sensibili” ad esempio, è stato possibile determinare la inopportunità di allenare le capacità fisiche (resistenza, forza, rapidità) prima dei 12 anni. Per questo alla AFC Fermo non vedrete mai pulcini o esordienti fare giri di campo, ripetute o corse con variazioni di velocità.

Fasi di maggior sensibilità delle diverse capacità motorie e qualità psicofisiche nelle età dai 6 ai 15 anni secondo Martin (1982)

Perche ecc.ecc. 

Category: FAQ Sportive

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