L’Attività di Base si rivolge a tutti i giovani calciatori di un’età compresa tra i 5 e i 12 anni. Secondo le norme della Federazione l’attività viene suddivisa in quattro categorie:

5-6 anni Piccoli Amici

7-8 anni Primi Calci

9-10 anni Pulcini

11-12 anni Esordienti

ognuna con le proprie peculiarità, esigenze ed obiettivi da raggiungere, non solo di carattere tecnico. L’allenatore deve considerare il giovane giocatore di calcio come un’unità (un tutt’uno) individuale (ognuno ha atteggiamenti diversi dall’altro) composta da quattro macro-aree: tecnica (e tattica individuale), tattica (collettiva), fisico-motoria, psicologica-comportamentale e comprendere che sono tutte in relazione tra di loro al punto che ogni attività finalizzata a migliorare un’area, necessariamente interviene anche sulle altre (e viceversa). Questa suddivisione (apparentemente in contrasto con l’unità) è solo a scopo didattico per individuare le migliori strategie atte a formare un giocatore che non sia solo abile dal punto di vista tecnico ma che sappia leggere rapidamente la situazione, elaborare la risposta relativa, decidere cosa fare, sul come e dove farlo utilizzando nel modo migliore le abilità tecniche e motorie di cui è in possesso e che sappia adattarsi in maniera rapida ed efficiente ad una nuova situazione. Un giocatore che abbia intelligenza calcistica.
Questo è un aspetto fondamentale perché il calcio è uno sport di situazione di contrasto (non di opposizione come ad esempio lo è la pallavolo) ad abilità aperte (open-skill) in quanto i protagonisti sono in continuo movimento e non conoscono a priori le situazioni; devono quindi avere risposte agli stimoli (reazioni) di tipo complesso e non semplice. L’allenatore quindi non è solo l’insegnante di tecnica ma è:

Fondamentale nell’azione didattica sarà il susseguirsi delle fasi di spiegazione, dimostrazione, osservazione, correzione (feedback). 
Il metodo didattico dovrà alternarsi tra quello deduttivo, in cui il protagonista è l’insegnante che codifica l’attività e ricerca la precisione esecutiva attraverso la ripetizione sistematica, e quello induttivo nel quale il protagonista principale è l’allievo che ricerca e scopre in maniera autonoma le soluzioni ai problemi presentati (problem-solving).

Appare quindi chiaro come tutta l’attività dalla Scuola Calcio non possa prescindere da una programmazione intesa come ideazione di un progetto stagionale o pluriennale attraverso cui raggiungere gli obiettivi individuati e concordati tra società e allenatori per ognuna delle quattro aree nelle quali abbiamo “suddiviso” il giocatore.

1) GLI OBIETTIVI MOTORI

2) GLI OBIETTIVI PSICOLOGICI-RELAZIONALI

3) GLI OBIETTIVI TECNICI

TECNICA INDIVIDUALE: tutto ciò che fa riferimento al contesto uomo-palla ovvero i gesti tecnici fondamentali attuati dal giocatore come se il contesto di gioco non esistesse.
Sono obiettivi di questo tipo il: guidare/dominare, calciare, ricevere, contrastare, colpire di testa, la rimessa laterale, la tecnica del portiere

4) GLI OBIETTIVI TECNICO-TATTICI

TATTICA INDIVIDUALE (O TECNICA APPLICATA): tutti i movimenti, con o senza palla, che vengono eseguiti da un giocatore affinchè, tenuto conto dei compagni, degli avversari e delle situazioni di gioco, la propria prestazione risulti utile.
Sono obiettivi di questo tipo: IN FASE DI POSSESSO PALLA lo smarcamento, controllo e difesa della palla, passaggio, finta, dribbling, duello, tiro in porta. IN FASE DI NON POSSESSO PALLA la presa di posizione, marcamento, intercettamento, contrasto, difesa della porta.

Ci sono ulteriori concetti e definizioni correlati agli obiettivi di tattica individuale come blocchi e veli, aiuti verbali, zona luce e zona ombra, palla libera e palla coperta, lato forte e lato debole, temporeggiamento, attacco delle palla, appoggio, sostegno, inserimento, taglio, sovrapposizione. 

TATTICA COLLETTIVA: quando si introduce il movimento predeterminato ed organizzato di due o più giocatori, di un reparto, o di una squadra intera, inteso ad ottenere uno scopo offensivo o difensivo. LA TATTICA COLLETTIVA NON VIENE INSEGNATA NELLA ATTIVITA’ DI BASE

Sono obiettivi di questo tipo: IN FASE DI POSSESSO PALLA lo scaglionamento (offensivo), penetrazione, ampiezza, mobilità, imprevedibilità. IN FASE DI NON POSSESSO PALLA lo scaglionamento (difensivo), azione ritardatrice, concentrazione, equilibrio, controllo e cautela.

Esistono inoltre due fasi di passaggio (transizioni) ovvero quella che va dal possesso al non possesso palla (transizione negativa) e quella che va dal non possesso al possesso palla (transizione positiva), aspetti che dagli ultimi orientamenti didattici sono stati definiti come due situazioni della massima importanza nello svolgimento di una partita.

Ci sono ulteriori concetti e definizioni correlati agli obiettivi di tattica collettiva come coperture, elastico difensivo, scorrimento laterale, pressing, fuorigioco, pressione.

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Applicazioni pratiche - Protocollo per la ripresa delle attività - Modello Autocertificazione